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Awake - Anestesia cosciente



(aka Presunta Innocenza)
Titolo Originale: Awake
Ruolo: Clayton Beresford Jr.
Stato: Completo
(USA: In DVD)
Uscita: 14 Novembre 2008
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New York, I love you



Ruolo: Johnny
Stato: Post Produzione
Uscita prevista: 13 Febbraio 2009 (USA)
Sito Ufficiale | Scheda | Info

Bone Deep



Ruolo:Detective
Stato: Riprese in corso
Uscita prevista: 2010
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Beast of Bataan



Ruolo: Avvocato del Generale Homma
Stato: Sconosciuto
Uscita prevista: 2009
Sito Ufficiale | Scheda | Info

Decameron Pie



Titolo originale: Virgin Territory (aka Chasing Temptations, Medieval Pie, Angels & Virgins, Guilty Pleasures)
Ruolo: Lorenzo de Lamberti
Stato: Completo
Uscito il 5 Settembre 2008
(USA e UK: Luglio - Agosto 2008 in DVD)
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Jumper - Senza Confini



Titolo Originale: Jumper
Ruolo: David Rice
Uscito il 29/02/2008
Dal 10 Settembre in Blu-ray Disc
Dal 24 Settembre in DVD
(Usa: In DVD dal 16/06/2008)
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Factory Girl



Ruolo: Billy Quinn
(accreditato: Folk singer)
Stato: In DVD
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Quale sia il perchè, alla fine,
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la cosa importante per me,,
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Nylon Guys - Spring 2008





A Separate Peace
Dal momento in cui Hayden Christensen suggerisce che potremmo saltare su un paio di motoslitte ed andare ad esplorare la bellezza della sua fattoria da 200 acri, si è fatto scuro fuori e la temperatura e circa 10 gradi al di sotto del congelamento. Le due ore di auto dal centro di Toronto su fino a qui nel gelido, desolato Ontario rurale sono quasi diventate quattro dentro una Toyota Corolla, gli ultimi 15 minuti delle quali passate essenzialmente a scendere giù per strade chiuse a tutti, eccetto al traffico locale. Traffico invariabilmente costituito, notavo mentre scivolavo senza poter fare niente giù per sentieri coperti interamente da calotte di ghiaccio, da veicoli con ruote davvero molto grandi e trazione 4x4. Christensen ha acquistato la fattoria, che è sulla strada proveniente dalla casa dei suoi genitori nella quale è cresciuto, otto mesi prima - è la sua prima casa, e ne è chiaramente molto orgoglioso.

Di Luke Crisell
Fotografato da Marvin scott Jarrett

*****

"Li ho fatti io", ci dice, indicando i mobili della cucina dipinti in modo tale da sembrare rovinati e invecchiati, e si lancia nella spiegazione del processo - "ci è voluta una vita ma di sicuro ne è valsa la pena." Ha anche messo le piastrelle, imbiancato i muri, sostituito il pavimento e anche messo insieme una ricca collezione di pezzi d'antiquariato dai negozi dei villaggi circostanti, sparsi per tutta la casa. Christensen, che è nato a Vancouver, è un tipo pratico; di quelli a cui piace tagliare il legno e allevare animali, fare escursioni, pescare, cavalcare, coltivare e costruire stalle. Non è certamente un tipo predisposto a sedersi e parlare di se stesso, e così per ora è nella sua tuta da sci, stivali, "touks", come i Canadesi chiamano i cappelli invernali, guanti e occhialoni e si dirige verso un piccolo fabbricato per avviare le motoslitte. Sembra eccitato, come se avesse aspettato tutto il giorno di avere la scusa per andarci.
Nel fienile, credo, dove tiene le sue motoslitte, Quad, e trattori ("Sto giusto imparando come usarlo correttamente; è più dura di quanto sembri") c'è un problema: una delle macchine non parte. Christensen è mortficato. "Amico, questo davvero non ci voleva," dice mentre spinge una leva dopo l'altra sulla lucida motoslitta. "Suppongo che dovremo andare sulla stessa." La situazione fa sorgere una importante domanda: dove dovrei mettermi? In assenza di una qualunque maniglia le uniche opzioni sono in grembo all'attore o alle sue spalle. Scelgo quest'ultima.
"Ok, amico," urla quando il motore romba, portato alla vita, "ricordati di piegarti quando io mi piego. E tieniti."


Ha nevicato nelle ultime settimane, ma le nuvole si sono aperte per il momento e gli scintillanti fari alogeni della motoslitta illuminano la polvere fresca, profonda almeno tre piedi, di fronte a noi. Voliamo attraverso cancelli aperti, seguendo un recente sentiero ("La mia famiglia è venuta l'altro ieri," mi urla. "Abbiamo attaccato una roulotte al trattore e siamo andati a fare un picnic") impresso sul terreno. Su un dolce pendio riposano due slitte abbandonate: una rosa e una blu ("Siamo scesi giù per la collina con quelle, ieri" dice. "Davvero divertente"). Alla fine siamo sulla cima della collina - Christensen si toglie gli occhiali e ferma il motore. "Questo è il punto più alto dei miei terreni," dice con un sorriso, "e il più alto della contea, a dire la verità."
Alle pendici della collina si estende un tratto di foresta sempreverde, obliqua e proibita, attraverso la campagna. Nella luce affievolita la neve, che riposa compatta sopra ogni steccato, ramo, e spina, ha assunto una tonalità bluastra e il cielo - l'argento scuro del mercurio - sembra abbandonarsi pesante sopra le terre; la luna una impronta digitale sporca di gesso. Ogni poche miglia, in lontananza, le luci calde della casa si stagliano assonnate e implacabili contro l'avanzare delle tenebre.
"Vedi quella radura?" dice Christensen, indicando un punto meno colorito a poche miglia nella foresta, "Quella è il confine delle mie terre. C'è un fiume che le delimita. Non è grandioso? Voglio davvero andare laggiù e mostrarti un po' di più. Ci sono sentieri dove non sono ancora stato questo inverno, Potrebbe essere divertente." Così, torniamo indietro fino a casa, dove chiama suo padre, che lo informa dov'è la valvola dell'aria nell'altra motoslitta, e cosa deve fare. Adesso, con una motoslitta funzionante per uno, corriamo attraverso neve immacolata e giù dentro la foresta, Christensen alla testa di questo percorso, evitando i bassi rami coperti di neve che si disperde scintillando al suo passaggio. "Amico," dice quando lo raggiungo da un boschetto di Abeti di Douglas, "Quanto è divertente?"


"Voglio davvero fare di tutto con la fattoria," mi dice più tardi, seduti su uno dei due grandi divani bianchi del suo soggiorno. L'unica luce proviene dal suo TV al plasma da 60 pollici sul quale scorrono le immagini di una partita di hockey impostata sul muto, più o meno cinque grandi candele da chiesa, la cera che cola intorno ad esse, e il fuoco che scoppietta. "Ci saranno mucche per produrre latte, e probabilmente alcune pecore. Forse un alpaca - ho sentito che sono bravi a difendere dai predatori. Per qualche ragione la lavanda ha un grane potere su di me. Mi piacerebbe far crescere tantissima lavanda. Penso che quel campo di fieno sarà trasformato in un grande campo di lavanda. Apparentemente, è molto semplice da mantenere." Fa una lunga tirata dalla sigaretta. "Ma è anche una puttana da raccogliere - devi tagliare tutto a mano."
Queste sono le parole di un uomo interamente a suo agio con se stesso. Qualcuno che, ricco grazie al successo ottenuto dal ruolo protagonista nel più grande franchise della storia del cinema, può scegliere esattamente che progetti vuole fare e quando vuole farli, e prende le sue decisioni proprio qui dal suo divano, guardano l'hockey (ha giocato da agonista fino a 17 anni - "Parecchi deii ragazzi con cui giocavo sono professionisti adesso"), davanti al fuoco, nel bel mezzo del nulla.
"Ho avuto molto successo davvero velocemente ma poi ero felice di non avere niente a che fare con ciò," mi dice. "Non ho bisogno di fare la vita isolata che credo vivano molte persone a Hollywood. Avevo una rapporto molto strano con il mio primo agente perchè non riusciva a realizzare perchè non vivevo a L.A e coglievo le occasioni e i vantaggi che la città offre. Star Wars è stato un vantaggio economico e nel giro di un secondo non avevo più problemi su come e dove avrei guadagnato dei soldi, e ho inizato a guardare alla recitazione e al mio lavoro solo come la mia personale espressione creativa, e nient'altro potrà influenzarla. Ho rinunciato a ciò che sarebbe stato considerato molti soldi perchè creativamente non era ciò che volevo fare in quel periodo."


Oggi, Christensen è così tanto separato da Hollywood che è facile dimenticare che è ancora un attore richiestissimo con l'abilità di assicurarsi ruoli da protaginista in film dal grosso budget. E mentre i suoi interessi giacciono per la maggior parte nello sviluppare progetti in scala più piccola (come Shattered Glass del 2003 - basato sulla storia del giornalista del New Republic Stephen Glass che inventò una larga percentuale delle storie che scriveva per la rivista - che Christensen ha interpretato e prodotto con suo fratello), il suo ultimo prgetto, il film diretto da Doug Liman Jumper, nel quale interpreta un uomo con il potere di teletrasportarsi, è un film di grande portata.
"Quando il mio agente mi ha chiamato la prima volta per parlarmene, era del tipo, 'Allora c'è questo grosso film della Fox, fantascienza, se ci sarà la possibilità lo trasformeranno in un franchise,' e io 'Perchè ne stiamo parlando? Non ti ricordi quegli altri film che ho appena fatto?'" Si mette a ridere, sputacchiando un po' sulla sigaretta. "Poi mi disse che Liman [quello di Swingers] lo stava giarando, ero del tipo 'Oh!' Ero un grandissimo fan dei suoi film."
In Jumper, Christensen e il collega jumper Jamie Bell si ritrova nel bel mezzo di una guerra che va avanti da centinaia di anni tra i jumpers (che sono, è evidente, molto pochi) e coloro che hanno giurato di ucciderli; un gruppo guidato da Samule L. Jackson. Avendo luogo in tutto il mondo ("Hanno anche chiuso il Colosseo per tre giorni per girare una scena"), il film è pieno di effetti speciali alla Wachowski brothers e angolazioni di camera drammatiche. All'inizio potrebbe sembrare una scelta bizzarra per un attore che dichiara di scegliere i suoi film se "c'è qualcosa dentro di me che ha bisogno di interpretare il personaggio e ha bisogno di far parte della storia." Ma lavorare con Liman, che insistiva che Christensen facesse parte del processo di "ideare il film", non era una opportunità che l'attore era preparato a rinunciare. "Mi sentivo come se stessi lavorando con un altro regista visionario," continua Christensen. "George Lucas era chiaramente uno di quelli, e sento che lo è anche Doug."


Naturalmente, George Lucas è la ragione per cui tutti sanno chi è Hayden Christensen, definitivamente. La ragione per cui si è potuto permettere questa casa, quella nuova che ha appena preso alle Bahamas, tutti i giocattoli meccanici nella sua grande rimessa, e la sua elaborata vernice per le sue elaborate credenze.
Prima di Star Wars, Hayden Christensen era uno sconosciuto attore che viveva a Vancouver lavorando in uno show TV chiamato Higher Ground che andava in onda sul canale Fox Family. Un agente gli suggerì l'audizione per Guerre Stellari a Los Angeles, che fu seccante, ricorda, perchè "non stavo guadagnando così tanti soldi" e dovette pagarsi da solo il volo fin la.
"L'incontro durò forse 10 minuti e George non ha nemmeno nominato Star Wars per tutto il tempo, così dedussi che non doveva essere andata molto bene.
Passò un mese e Christensen, insieme ad altri cinque attori tra i quali, è stato detto, c'era anche Leonardo DiCaprio, venne invitato a tornare allo Skywalker Ranch di Lucas per provare con Natalie Portman. "Fecero in modo che nessun attore si incontrasse mai con l'altro", dice con un sorriso. "Anche se avevano delle sistemazioni al ranch e quando sono andato per la mia audizione sono stato in una stanza che, credo, era stata anche di un altro attore e c'era un messaggio di sua madre nella segreteria che diceva, 'Mi dispiace che non è andata tesoro, ma non preoccuparti, succederà qualcos'altro.' Ero come 'Fuori uno!!'"
Pochi mesi dopo arrivò la chiamata.
Ma, per quanto un progetto come Star wars sia eccitante, garantisca un sicuro successo mondiale, provochi culto degli eroi tra fans vestiti in modo bizzarro in giro per il mondo, e metta a segno record di incassi, George Lucas non è esattamente un regista conosciuto per tirare fuori il meglio dalle persone. Lucas è, non dimentichiamolo, l'uomo che ha fatto sembrare Harrison Ford, Ewan McGregor, e anche Alec Guinnes come burattini comandati da un burattinaio che è stato bocciato alla scuola di burattini.
"C'erano navi da battaglia che rollavano per tutto il soundstage e tu appendi una spada laser alla tua cinta ogni giorno: sei, come dire, un manovale," dice Christensen. "Non eri lì per la tua espressione creativa. E' uno stile di recitazione molto specifico e ci sono molti preconcetti... E i dialoghi non sono i dialoghi più facili da dire..." Momenti, forse, come quando l'Anakin Skywalker di Christensen incontra la Padmè Amidala della Portman: "Sei un angelo?" le chiede. "Ho sentito i piloti dello spazio profondo parlare di loro. Vivono sulle lune di Iego, credo.".[In realtà questa battuta è pronunciata si da Anakin, ma dall'Anakin bambino interpretato da Jake Lloyd, NdW]
"A volte, non avrebbe voluto nemmeno fare la lettura del copione con noi," dice Christensen, lanciando una pigra occhiata al punteggio della partita. "Avrei voluto dirgli che è più facile se non sento qualcun altro dire la battuta perchè poi ho quella in testa e posso solo tentare e farlo in quel modo. E lui era come, 'No, è OK, questo è quello che voglio tu faccia." Fa un tiro dalla sua sigaretta e si sistema sui cuscini. "Non mi è stato permesso di dare il meglio." "E nemmeno è stato permesso a nessuno degli attori, ma andavo sempre al lavoro pensando, 'Questa è un'esperienza unica' - Ero solo fortunato a farne parte."
Il successo che seguì Star Wars (Episodio II - Attack of the Clones uscì nel 2002 e Episodio III - La Vendetta dei Sith seguì tre anni dopo) avrebbe influenzato la percezione di Hollywood di Christensen per sempre. "Dal giorno in cui fecero l'annuncio, c'erano persone accampate di fronte all'appartamento in cui stavo," dice."Andavo al ristorante e immediatamente c'erano i paparazzi. Non era perchè era successo qualcosa di straordinario e non era per il lavoro che stavo facendo: era tutto dovuto al fatto che avevo incontrato qualcuno che nessuno conosceva e perchè qualcun altro aveva deciso che a loro piaceva il modo in cui il mio naso stava sulla faccia e così la mia vita sarebbe cambiata." La consapevolezza di Christensen del fatto che è stato il nome di Star Wars, non il suo, che attirava tutta questa attenzione gli ha concesso una "prospettiva estranea" su questo fatto che sembra durare da quei tempi.
"Mi offrirono dei coach per aiutarmi ad affrontarlo, ma mi sentvio come se fosse stupido," dice. "Ma poi, più tardi, ho quasi desiderato che mi fossi incontrato con loro, perchè era tutto così schiacciante. Mi colse alla sprovvista e mi rese con un senso di ripugnanza per tutto quello perchè era così estremo e così sconosciuto che non me lo gustavo, non mi piaceva. Rifuggivo da tutto ciò con cui non avevo assolutamente nulla a che fare. Tutto era successo così velocemente e così drammaticamente che mi permise di tenere le distanze." E Christensen fece dei sacrifici per i film. Legato dal contratto per cinque anni, una volta dovette rifiutare una parte in un film di Al Pacino per poter rigirare alcune scene di Star Wars. "Quando finalmente finimmo, fu decisamente agrodolce - ho decisamente apprezzato il senso di libertà artistica quando i film furono finiti."
Uno dei progetti che Christensen accolse dopo fu Factory Girl, con Sienna Miller, nel quale diede una molto arrangiata perfomance come Bob Dylan. "Non mi dispiacerebbe parlarne un po' perchè quella non era la performance che io avevo fatto," dice serio. Perchè per ragioni legali il personaggio di Christensen non venne chiamato Dylan nel final cut. "Avevo firmato per interpretare Bob Dylan ed è una biografia. Una storia vera," dice." Imparai come almeno fingere di suonare la chitarra e fatto una scena dove scrivevo una canzone e la cantavo. Ma poi, a causa delle minacce di denuncia, sono dovuto ritornare e ri-doppiare tutta la mia performance e cambiare il modo in cui parlava il mio persoanggio, perchè originariamente facevo la voce di Dylan. Non so com'è venuto alla fine sullo schermo perchè non l'ho mai visto, ma so che è molto diverso da quello che avevo fatto, ed ero infuriato con le persone che avevano fatto il film."


Lungi dal lamentarsi della mancanza di privacy mentre partecipa a party esclusivi al LAX o a Cinespace, o dal rilassarsi nelle piscine dei più famosi Hotel di Hollywood, o dal mangiarsi un boccone al The Ivy, Hayden Christensen porta avanti i suoi affarri a 3,000 miglia da tutto questo, e non avevo mai incontrato un attore che sembra più a suo agio con i terreni. "Credo di fare proprio un bel lavoro stando lontano dai tabloids: i paparazzi non si presenteranno mai alla fattoria, mai," dice. Molti attori, anche se si lamentano, sembrano segretamente godere dell'attenzione della stampa, suggerisco. "Assolutamente. Ne ho incontrati molti," dice. "Ho sempre avuto strani sentimenti su di loro. E' qualcosa del tipo 'Non so come tu possa volere davvero questa specie di cambiamento nella tua vita'. Mi è davvero estraneo. Non ho un computer così non sono esposto a tutto ciò che c'è su internet. Non posso farlo."
Immediatamente, dal piano di sopra, sento qualcosa che suona, inconfondibilmente, come un 'oink'.
Anche Christensen lo sente. Sorride. "Oh, non preoccuparti. Sono solo i miei maialaini."
Si sente un grattare nel pavimento sopra di noi - l'insolito suono di un trottare su legno raffinato. "Dovrei probabilmente salire e dar loro da mangiare," dice, spegnendo la sua sigaretta e stirandosi- si sta facendo un po' tardi e la sua famiglia verrà a cena, più tardi. "Vuoi venire a vedere?"
Buddy e Petunia sono una coppia di maialini Nani Vietnamiti che Christensen ha acquistato qualche settimana fa ("Ne volevo uno solo, ma pare soffrano di solitudine") e attualmente vivono al piano di sopra della casa: corrono per l'ingresso, la camera degli ospiti, e sul pavimento del bagno appena terminato, sopra il quale noi quattro siamo seduti adesso. Si appoggia, strofinando le piastrelle. "Questo non è stato facile," dice, mentre Buddy si arrampica sullle sue gambe per essere accarezzato dietro le orecchie. "Non hai idea di quanto sia difficile da fare anche un motivo semplice come questo. Ho tagliato io stesso le piastrelle!"
"Mi sento molto soddisfatto," dice. "Penso che per un po' ho avuto difficoltà a godere dei privilegi che ho ottenuto dal lavoro ed era molto una vita con la valigia sempre pronta. Mi sono molto divertito a collezionare giocattoloni e ho una mountain bike con la quale posso correre. E, nella mia vita privata sono in un momento salutare con le mie relazioni (Christensen è fidanzato con Rachel Bilson, che ha incontrato sul set di Jumper). Sono cresciuto molto da quando avevo 19 anni. Ho imparato moltissimo. E più imparo più mi rendo conto di quanto poco so. Prima, i miei agenti e le persone con cui ero in contatto per lavoro volevano che fossi qualcosa che non ero. Volevano che inseguissi cose che non volevo fare, ma adesso mi sento più a mio agio con me stesso, nella mia pelle."
"Non penso che avrò mai il desidero di diventare qualcos'altro e lasciare la recitazione," continua. Da' un'occhiata fuori dalla finestra: è scuro ora e il suo cortile - alberi scheletrici piegati contro la finestra - è illuminato dalle decorazioni Natalizie appese intorno allo steccato. "Sai, c'è abbastanza spazio dall'altro lato della collina per creare una pista d'atterraggio per un piccolo aereo," dice, malinconico. Entrambi i maialini sono sopra di lui adesso e stanno annusando il suo stomaco. "Veramente sto cercando di prendere la licenza di volo."
Ho letto una tua intervista di circa cinque anni fa nella quale dicevi che era una battaglia proteggere la tua integrità e dignità in questa industria, gli dico. Ma non sembra che tu stia lottando ora. Sollevando Buddy in modo da trovarsi muso contro naso, Christensen fa delle smorfie per mimare quelle del maialino. "Beh, credo sia perchè ci ho già combattuto," dice, mettendo il maialino nero sul pavimento, dove puntulamente cade. "Ma adesso non ho problemi a dire a tutti loro di andarsene a fanculo."



Jump Start (Editoriale)

Fotografare l'attore Hayden Christensen per questa copertina (date un'occhiata ad alcuni behind the scenes qui sopra) è finito per essere un'esperienza davvero divertente. Oltre ad essere un ragazzo davvero cool e tranquillo, esce fuori che dividiamo la passione per l'abbigliamento streetwear di Tokyo e Giapponese, soprattuto Bathing Ape (Nigo fece una copertina di Nylon Guys la scorsa estate). Hayden e io abbiamo scoperto di aver visitato tutti e due l'eclettico e decorato appartamento di Nigo in Giappone, un luogo incredibile pieno di ogni tipo di fichissime collezioni che si possano immaginare. E succede che il giorno dello shoot stavo indossando una felpa tiger limited-edition della BAPE che Nigo mi aveva spedito dal Giappone. Hayden non aveva mai visto prima quello stile, gli è piaciuto così tanto che ho deciso di letteralmente togliermi la camicia di dosso, in questo caso la felpa. Parlando di felpe ce ne sono, come sempre, molte in questo numero, insieme a tutto il miglior equipaggiamento che vorrete avere questa primavera. Abbiamo incluso Moby e Panic at the Disco, entrambi in una ri-definizione dei loro sounds con nuovi fantastici album, l'attore Diego Luna, e anche il leggendario Mick Jagger che, inutile dirlo, si sente molto soddisfatto.


marvin scott jarrett
direttore